| Lettera a ANMVI |
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CONGRESSO NAZIONALE A.N.M.V.I.
LE COMPETENZE VETERINARIE Cremona, 19 Ottobre 2008 In occasione del Congresso Nazionale ANMVI “Le Competenze Veterinarie”, l’Unione Medicina Non Convenzionale Veterinaria - UMNCV intende contribuire con le considerazioni in merito all'identità, visibilità, responsabilità e tutela della professione relativamente allo specifico settore della Medicina Veterinaria Non Convenzionale (MVNC).
Le MNC sono tra le pratiche cliniche storiche ed emergenti, rappresentative se non altro per la posizione storicamente scomoda e conflittuale nei confronti di una presunta scientificità accademica. Guillaume Lux (1777-1849) professore di scienze veterinarie all'Università dal 1803, fondatore dell’isoterapia, è una delle figure più interessanti tra i capofila della Storia della veterinaria e per il contributo alla diffusione dell'Omeopatia.
La Medicina Tradizionale Cinese (MTC) che fonda le sue conoscenze agli albori delle civiltà umane, non solo continua ad avere un ruolo attuale nell’ambito della salute dell’uomo, ma riconosce storicamente una grande competenza anche in medicina veterinaria: il primo Veterinario Agopuntore che la storia ricorda, Zao Fu, trattava i cavalli già nel 974 a.C. Considerando i nuovi modelli applicativi della Medicina Basata sull’Efficacia, non si può non valutare come fondamentale il ruolo dell’esperienza: per alcune di queste medicine le evidenze cliniche (esperienze) sono state raccolte nel corso di alcuni millenni ed in una gran parte del mondo (MTC e medicine correlate diffuse in tutta l’Asia) o di almeno due secoli (Omeopatia e medicine correlate), e poi confermate da attuali ricerche scientifiche i cui risultati sono evidenti. La World Health Organization in più occasioni ha caldeggiato l’introduzione delle MNC per l’uomo e per gli animali nei sistemi sanitari nazionali (sia dei Paesi progrediti, sia in quelli in via di sviluppo) perché in grado di permettere un ampliamento degli approcci diagnostici e terapeutici (potenziamento dell’atto medico) e perché in grado di apportare una sensibile riduzione dei costi nei piani e nella spesa sanitari dei Paesi. Oggi è particolarmente sentita la necessità di legittimare e regolamentare le MNC e ciò presuppone una ben precisa identificazione dei ruoli e delle competenze per un settore contraddistinto da emarginazione e diffidenza. Una corretta identificazione e conoscenza dei paradigmi, delle potenzialità e delle competenze delle varie discipline è dunque indispensabile per poter proporre una visibilità sia interna alla professione quanto esterna e rivolta non solo all'utenza ma anche alle Istituzioni interessate alla tutela del benessere animale e della salute dell’uomo. La professione veterinaria non può prescindere dalla consapevolezza dell'esistenza sul mercato di pratiche cliniche così largamente diffuse e rappresentate, se non altro per questioni deontologiche e di responsabilità nei confronti degli animali e dell'utenza. In tal senso bisogna però lamentare la carenza in ambito Universitario di quel ruolo fondamentale che è la corretta informazione, priva di pregiudizi, nei confronti dei canoni della conoscenza condivisa. Ciò risulta particolarmente grave non solo per ciò che riguarda l'atteggiamento scientifico nei confronti di ciò che ha sicuramente bisogno di studio e cognizione esatta (nel senso del conoscere), ma anche in virtù del fatto che la legislazione sulle produzioni biologiche prevede esplicitamente il ricorso a pratiche di MNC per le produzioni di origine animale destinate all'alimentazione umana nel rispetto della biodiversità e dello sviluppo sostenibile. Diversi disegni di legge si susseguono in Parlamento da una legislatura all'altra mentre sedicenti operatori di MNC abusano delle professionalità mediche e veterinarie ed indisturbati procurano danni a persone ed animali. Nonostante ciò la condizione delle MVNC in Italia è decisamente favorevole: il vuoto culturale e formativo in tutti questi anni è stato colmato dalla costante attività delle Società e Scuole di MVNC; l’ attività clinica in tutti i settori della professione veterinaria (piccoli animali – equini - animali da reddito) è molto intensa; l’aggiornamento ed il confronto sulle competenze, grazie ad un’autodisciplina ed organizzazione fondata sulla responsabilità etica della professione, sono garantiti nonostante le carenze normative e l'ostruzionismo istituzionale e scientifico. Malgrado le difficoltà e l'esposizione a rischi legati all'assunzione di responsabilità professionale esercitando paradigmi ritenuti ufficialmente antiscientifici, le MVNC hanno ottenuto un primo riconoscimento, almeno a livello deontologico, grazie all'impegno della FNOVI e degli esperti di MNC che hanno ritenuto necessario riconoscere queste attività tra gli atti medici nel nuovo Codice Deontologico dei Medici Veterinari. Analogamente per quanto riguarda la pubblicità sanitaria, la UMNCV e la FNOVI hanno avuto modo di confrontarsi, grazie anche alla mediazione operata da ANMVI, per puntualizzare la diversa posizione che le MVNC rivestono rispetto ad ogni altro ambito professionale in quanto l'esigenza di una regolamentazione in seno alla pubblicità sanitaria non è funzionale alla spendibilità di un titolo accademico o a mero battage, ma per tutelare l'utenza e gli animali. Si consideri che la MVNC si colloca quale alternativa terapeutica in tematiche di competenza veterinaria quali la farmaco resistenza, i residui farmacologici nelle derrate alimentari di origine animale, le produzioni biologiche, il doping, il benessere animale e dunque nelle competenze proprie della Sanità Pubblica Veterinaria, e non solo per ambiti quali la Nutrizione e la Sicurezza Alimentare; è dunque auspicabile una adeguata collaborazione tra le professionalità coinvolte al fine di perseguire scopi e attività comuni alla Medicina Veterinaria in tutti gli ambiti della sua professionalità. Una corretta e adeguata integrazione è indispensabile già a partire dalla professione stessa come momento fondamentale per UNA MEDICINA fondata sulla conoscenza e la condivisione di tutte le potenzialità tese a garantire la salute dell'uomo tramite una più consapevole e capace relazione tra uomo e gli animali. Cremona, 19 Ottobre 2008 U.M.N.C.V. |